ODONTOIATRIA BIOLOGICA

ODONTOIATRIA BIOLOGICA

Viene chiamata odontoiatria biologica, non è una nuova branca della disciplina medica ma piuttosto un approccio innovativo alla materia.

Che cos' l'odontoiatria biologica 

Le cure dentali in pratica non sono più il “fine” ma il “mezzo” per preservare la salute del paziente. Si tratta di una sorta di concezione olistica nell’igiene orale, nella prevenzione e nel trattamento delle patologie della bocca, con l’intento di tutelare la sicurezza e il benessere generale. L’odontoiatria biologica tiene conto di terapie e tecniche alternative nell’ottica di rendere il più possibile naturali e innocui i metodi di intervento dentistico. Malattie e affezioni come carie, parodontiti o infiammazioni gengivali, vengono viste come conseguenze di carenze alimentari, abitudini scorrette e problemi di tipo emotivo-psicologico. Trattare nel modo sbagliato determinati problemi o trascurare la prevenzione può portare a sviluppare malattie anche molto serie. Sono da tempo ben chiare le connessioni tra le infezioni della bocca e l’insorgere di endocarditi, come anche le malocclusioni con i difetti posturali, respiratori o della fonazione.

L’odontoiatria biologica non ci si limita quindi a trattare il disturbo per quello che rappresenta, ma indirizzare il soggetto verso un percorso virtuoso ed un migliore stile di vita. In questo comparto sanitario in un certo senso cambiano anche le regole della diagnostica. Nel dettaglio l’uso di radiografie, ortopanoramiche, risonanze magnetiche o altro tipo di procedure d’accertamento, vengono scelte solo qualora sia strettamente necessario. Si tende cioè a limitare al minimo il ricorso ai tradizionali metodi d’analisi clinica per non esporre inutilmente il paziente a radiazioni nocive. Stessa storia per l’ambiente, per le strumentazioni e le attrezzature dentistiche, tenute sempre in perfetto stato secondo criteri di sterilizzazioni e sanificazione chirurgica. Perfino il ricorso a farmaci preziosi come gli antibiotici, spesso indispensabili come forma di copertura e profilassi pre e post intervento, viene ridotta al minimo. Il medesimo discorso vale anche per analgesici e anestetici vari, che all’occorrenza possono essere evitati grazie a procedure preventive, mininvasive o tramite l’uso di alternative naturali.

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L'uso del mercurio in odontoiatria 

Quando si inizia un percorso di cure dentistiche lo scopo è migliorare la qualità della vita delle persone, non soltanto risolvere una particolare problematica del cavo orale. Parafrasando un vecchio adagio si potrebbe dire “dente sano in corpore sano”, tante sono le relazioni e le implicazioni dell’odontoiatria biologica in termini di benessere complessivo fisico e psicologico. In alcuni ambienti più conservatori questa dimensione rivoluzionaria della pratica dentistica è vista con una certa diffidenza e con non poca resistenza, tuttavia sono sempre più gli studi medici che si adattano a questa visione rinnovata dell’odontoiatria. Affrancandosi decisamente dall’idea di “moda” del momento, l’odontoiatria biologica è da molti ritenuta una normale e inevitabile evoluzione del settore, nel puro interesse di migliorare gli standard qualitativi dei servizi.

Un segmento particolarmente rilevante ai fini dell’odontoiatria biologica è la progressiva riduzione nell’impiego di metalli o altro tipo di materiale tradizionale. Recenti ricerche avvalorano le teorie sulle interazioni tra le sostanze chimiche contenute in diversi prodotti utilizzati nella pratica dentistica. Numerosi materiali che fino a ieri venivano considerati molto comuni, possono provocare infiammazioni croniche o vere e proprie intossicazioni. Quando ad esempio si eseguono delle otturazioni vengono impiegate le cosiddette amalgame, preparati di norma composti in diversa misura da stagno, argento, rame e per circa il 50% da mercurio. Quest’ultimo è notoriamente un elemento alquanto pericoloso, che può essere assorbito attraverso le mucose, dalla dentina o tramite corrosione dovuta al deterioramento.

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Intossicazione da mercurio e patologie corelate 

Diversi studi hanno evidenziato le relazioni tra la nocività del mercurio e lo svilupparsi di numerose patologie tra cui: depressione, autismo, asma, disturbi della personalità, iperattività, schizofrenia, disturbi psichiatrici, SLA, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, malattia di Alzheimer, malattie autoimmuni, morbo di Crohn, sindrome del colon irritabile, ecc. L’odontoiatria biologica ha proprio l’obiettivo di eliminare il rischio di avvelenamento da metalli pesanti o da qualunque altro componente tossico. Non potendo evitare l’applicazione di otturazioni nei casi più necessari, mercurio e altri materiali dannosi vengono sostituiti da ceramica o da resine sintetiche. Largo contributo viene anche dalla ricerca scientifica e dalla sperimentazione di laboratorio, con la creazione di alternative biocompatibili, efficaci e molto performanti.

Al giorno d’oggi l’uso di metalli nelle amalgame per otturazioni è ancora consentito, tranne in situazioni specifiche come: gravidanza, allattamento, patologie renali, e nei bambini al di sotto dei sei anni. La scelta è a discrezione del medico dentista, tuttavia è diritto delle persone di essere informati ampiamente sui rischi e sulle possibilità del caso. Nell’odontoiatria biologica tutela del paziente si realizza tenendo in considerazione il suo stato clinico globale e procedendo da più punti di vista. La riduzione e graduale abolizione dei metalli pesanti nelle cure dentistiche ha sollevato un'altra questione, quella ambientale. Infatti la dismissione e lo smaltimento dei materiali e degli scarti odontoiatrici deve essere effettuato esclusivamente secondo rigide procedure e da parte di operatori qualificati.

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L'odontoiatria olistica 

Con la maggiore sensibilizzazione verso l’ecologia e la presa di coscienza da parte di tanti pazienti rispetto alla potenziale pericolosità del mercurio, l’odontoiatria biologica sta diventando sempre più una pratica comune. Seguendo alla lettera questa concezione moderna della medicina dentistica, prima ancora di guarire la patologia occorre pensare a sanare l’organismo, intervenendo anche sulla radice del problema. La filosofia olistica afferma che nella maggior parte dei casi le affezioni del cavo orale si presentano difficilmente in condizioni di perfetta salute del soggetto. Inoltre le stesse cure si rivelano più efficaci se l’organismo è in salute, forte e capace di attivare le proprie innate capacità di auto rigenerazione. In odontoiatria biologica ad esempio, le carie sono provocate direttamente dall’eccessivo consumo di zuccheri e dallo sviluppo di batteri, ma dalla carenza di vitamine e minerali. Una dieta sana e uno stile di vita regolare possono spesso evitare trattamenti invasivi inutili. Qualora le condizioni del paziente richiedano necessariamente il ricorso a terapie medico-chirurgiche, una delle preoccupazioni principali è l’utilizzo di elementi che siano innocui al 100%.

Non si parla solo di otturazioni al mercurio ma anche di impianti, protesi fisse o mobili, composte in gran parte da metalli che possono arrecare danno alla salute. Perfino gli apparecchi ortodontici oggi vengono realizzati con speciali resine e componenti privi di metalli pesanti o sostanze chimiche. Le sollecitazioni meccaniche, la naturale degradazione del tempo e i costanti sbalzi termici, possono intaccare l’integrità delle piombature e delle altre strutture dentali di metallo. Per questa ragione in odontoiatria biologica si cerca il più possibile di sfruttare le tecnologie di ultima generazione per sviluppare soluzioni atossiche che possano garantire efficacia a lungo termine. Per i pazienti che in passato si sono già sottoposti a otturazioni di tipo tradizionale, è possibile effettuare la rimozione protetta delle componenti in amalgama, tramite “disincastonatura globale e completa”. Queste procedure allo stato attuale sono divenute estremamente semplici, non invasive e sicure. Non di rado i soggetti sottoposti a disintossicazione da metalli pesanti (arsenico, alluminio, mercurio, piombo, bario, ecc..) hanno provato effetti benefici tangibili in breve tempo, come il regredire di alcuni disturbi infiammatori cronici.